SALT

IL PROGETTO

Ispirato e liberamente tratto daEL RETABLO DE LAS MARAVILLAS” di M. Cervantes, pubblicato nel 1615. La storia originale è ambientata nella Spagna cattolica della Regina Isabella, che, aspirando ad una purezza razziale e imponendo la religione cattolica, privava gli ebrei dei loro beni per finanziare le politiche espansionistiche della Spagna, costringendoli poi ad emigrare. In parte, Cervantes voleva illustrare e ridicolizzare il motivo del governo con una commedia allegorica sulla “purezza” razziale. Il nostro adattamento porta questa allegoria nel presente, o nel prossimo futuro, affrontando i temi socio-politici e culturali di immigrazione, discriminazione razziale, l’ascesa del populismo, il pericolo di isolamento e la paura generale della diversità.

Lo spettacolo ha un tono prevalentemente comico, che noi definiamo come commedia amara: un ritmo incalzante, uno script contemporaneo, un linguaggio universale, una profonda ricerca delle emozioni dei personaggi, clown, canti, danze, circo e acrobatica, respirazione collettiva, relazione continua con il pubblico, coreografia di movimenti scenici, un’ambientazione futurista, costumi e scenografie fatte da materiale riciclato. Musica dal vivo e paesaggi sonori elettronici completano l’esperienza. Personaggi e ambienti scuri, grotteschi e perversi fanno di SALT un evento inusuale che segna un passo nuovo nello sviluppo del teatro popolare.

LA STORIA

In un lontano futuro, al seguito di una terribile guerra che ha quasi distrutto il pianeta, Chanfalla, capo di un gruppo di artisti girovaghi e truffatori, Chirinos, suo braccio destro e amante e Rabelin, fratellastro di Chanfalla, viaggiano in motocicletta di città in città con i loro spettacoli. Dopo aver perso il loro unico mezzo a causa di un incidente, scorgono in lontananza una città circondata da altissime mura fatte di sale: la leggendaria Città Bianca. I rappresentanti dell’élite politica della città li incontrano incuriositi e sorpresi dall’inaspettata irruzione. Chanfalla avverte dall’atteggiamento dei cittadini la morsa dell’isolamento in cui vivono e percepisce una grande fame di novità. E’ subito chiaro che questi bizzarri cittadini possano essere le vittime ideali del loro prossimo raggiro. Chanfalla propone loro uno spettacolo speciale chiamato THE MARVELLOUS PUPPET SHOW, una performance magica creata da uno stregone misterioso, Don Miguel, che propone allo spettatore eventi mozzafiato, immagini spettacolari e prodezze incredibili quali circo, canto e danza.Chanfalla li avverte però, che THE MARVELLOUS PUPPET SHOW è visibile solo da coloro che sono puri di razza e che sono nati da un regolare vincolo coniugale. Gli impuri e i bastardi non saranno in grado di vedere niente. I cittadini, volendo dimostrare la loro purezza e superiorità, ed in procinto di celebrare un matrimonio tra gli eredi più promettenti, accettano le condizioni dei tre truffatori. Teresa, una giovane donna ribelle della città, nonchè figlia della tesoriera Juana Castrata, e l’artista Rabelin, s’innamorano creando un fatale imprevisto rispetto al piano iniziale. Gli eventi si sviluppano rapidamente ed il caos irrompe strappando via la maschera che nasconde l’oscuro segreto della città, mettendo in luce le impensabili atrocità sepolte nelle gigantesche mura di sale.

LA MUSICA IN SCENA

Le musiche di questo spettacolo sono un connubio tra la musica antica di genere medioevale, musica etnica ed elettronica con riferimenti al rock, al noise rock e all’ambient. L’incontro di questi due mondi apparentemente distanti rispecchia il senso catartico e odierno dello spettacolo. La ricerca di un linguaggio musicale che si fa portavoce del messaggio teatrale si è sviluppata nel tempo, nei ricordi, nei desideri e nelle emozioni degli attori e dei musicisti. La colonna sonora è quindi specchio vivo delle scene, dei gesti e delle verità collettive che sono alla base dello spettacolo stesso.

UN PUNTO DI PARTENZA DAL REGISTA, JON KELLAM

Il mondo oggi è in oscillazione continua. Siamo in piena crisi. Le paure nascoste ed i pregiudizi di un’umanità volatile vengono largamente alla luce in risposta all’immigrazione crescente di emarginati, causata dai detriti di pratiche colonialistiche di influenze europee e occidentali.

I paradigmi economici e politici, insieme alle strutture patriarcali che sembravano essere utili per l’arricchimento e il nutrimento di un ecosistema umano sano, in realtà non lo sono e stanno decadendo. Ideologie populiste e isolazioniste stanno emergendo ad un livello allarmante. La necessità di un grande teatro attraverso il quale va affrontata questa crisi dell’immaginazione è evidente e deve ritrasformarsi in azione politica, in contenuto (Salt) e in forma (Superdrama). Salt The Marvellous Puppet Show è, nel suo insieme, una risposta radicale alla crisi. Cerchiamo di causare una rottura della “comodità per provocare una nuova concettualizzazione collettiva della condizione dell’umano.

SUPERDRAMA

Il Superdrama è un teatro di enorme intimità e una sintesi pedagogica di training che deriva dalla Commedia dell’Arte, dall’espressionismo Tedesco e dall’opera cinese, coniato dallo scrittore espressionista Ivan Goll. Il training serve ad accendere la passione interna dell’attore, richiedendo esercizio fisico e movimento e grande autenticità emozionale. Ciò comporta che l’attore è tenuto a stabilire una comunicazione diretta e molto forte con il pubblico. Il training di Superdrama si completa inoltre con varie discipline di movimento e recitazione, come per esempio con elementi del metodo Stanislawski, Laban, Viewpoints, Suzuki e Body Weather.

BODYOLOGY - THE SPACE IN BETWEEN

Il Superdrama è supportato dal metodo Bodyology (creato e sviluppato da Madeleine Dahm). Bodyology è ricerca e assimilazione dei principi degli Effort di Laban (l’aspetto interiore del movimento), la tecnica Body Weather (un metodo usato da danzatori Butoh) e dei Viewpoints. Il metodo di Madeleine Dahm è inoltre influenzato profondamente dal vocabolario del movimento espressionista che si radica nella tradizione europea del teatrodanza. I movimenti naturalistici vengono astratti e intensificati per cercare la bellezza e l’assurdità dell’espressione umana.

Bodyology prevede una serie di strumenti per lo sviluppo della naturalezza ed autenticità del corpo in azione e dei gesti e movimenti che si relazionano chiaramente con l’intenzione.

Questo metodo è utile non solo per aiutare il performer ad abitare la dinamica del movimento e dello stato espressivo, ma anche per insegnare come vivere THE SPACE IN BETWEEN, di muoversi cioè con chiarezza, precisione, fluidità, energia, resistenza e agilità. Con l´aiuto di una serie di esercizi cinestetici che attraversano lo spazio, flocking (stormo), clumping (grumo), gathering (assemblamento) ed expelling (emissione), di movimenti rigorosi e ritmici e di gesti rituali che evocano il senso della memoria, l’attore è in grado di riesaminare il corpo in quanto tale come ambiente in grado di trasformarsi.

Bodyology è quindi un sistema per comprendere e dimostrare la sottile e profonda relazione tra energia, intenzione interiore, azione fisica ed espressione.